da Il Parlamento di Ruzante
suoni, visioni, corpi contemporanei in ambiente cinquecentesco
Nell'ambito del II Festival della Commedia dell'Arte Internazionale a Padova
Padova - Bastioni Santa Croce
29-30-31 agosto ore 22.00
1 settembre ore 20.00
2 settembre ore 22.00
…sto creando questo viaggio nel tempo con dei giovani a cui voglio bene come a dei figli. Tra loro ci sono anche i miei nipoti.
Trasformate le lacrime in gioia diceva mio padre. E Ruzante, nel suo testamento, dice che scopo della nostra vita è cercare l’allegrezza.
Noi creando …là on’ son stato io me… abbiamo cercato la bellezza vedendola, ascoltando il suo canto, incrociando il suo sguardo, senza riuscire a raggiungerla, convinti però che sia l’unica possibilità che abbiamo per salvare il mondo.
Quest’opera è dedicata a chi mi ha fatto nascere, a mio padre, morto l’8 di agosto.
michele sambin
…là on’ son stato io me… è un pezzo particolare di teatromusica creato in un momento particolare per un luogo particolare.
Il riferimento letterario è il Parlamento di Ruzante. Il nostro "parlamento" è svuotato di parole recitate e riempito del nostro parlamento (il nostro modo di parlare) che è fatto di parole-suono, parole-luce, parole-immagine, parole-corpo e infine anche di parole dette. Quando dico il "nostro" parlamento intendo quello mio, di Pierangela, di Enrico, Kole, Alen, Andrea, Neno, Sara, Anna, Davide… generazioni, sapienze, esperienze diverse che si fondono nel fare creativo.
…là on’ son stato io me… è un insieme di visioni sonore che gli attori/musicisti insieme agli spettatori vivono all’interno di ciò che rimane delle cinquecentesche mura della città: quei bastioni Santa Croce che, se pur consumati dal tempo, insieme al testo di Ruzante mantengono alto il loro potere di suggestione e sono in grado di ingaggiare un corpo a corpo creativo con il nostro modo di sentire contemporaneo.
michele sambin
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